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Da Palermo alle Ande PDF Stampa E-mail

 

 

Da Palermo alle Ande.
Come condividere la vita e la fede tra i cristiani.

Partire, stare, ritornare: sono i compiti assegnati ai quattro giovani volontari che svolgeranno il servizio civile ad Abancay, in Perù nell’ambito del progetto presentato da Caritas Palermo in partenariato con Caritas Abancay.

Il Progetto affida ai volontari il compito di diventare ponte tra la comunità inviante e la comunità accogliente, i nostri giovani dovranno
rendere più vicino il popolo andino ai fedeli della Santuzza attraverso il racconto, la testimonianza, la sensibilizzazione.

Un andare e uno stare che è prima di tutto un’offerta di vicinanza alla comunità ecclesiale nelle sue strategie di valorizzazione e recupero della storia e del vissuto dei poveri. Un ritornare a Palermo che si fa momento di condivisione del vissuto che questa vicinanza ha realizzato e che restituisce alla comunità un tesoro da reinvestire perché sia di nuovo capitalizzato.

E’ questa l’idea di fondo che anima il Servizio Civile all’Estero promosso da Caritas Italiana e al quale da quest’anno, per la prima volta, partecipa anche Caritas Palermo con il progetto: “La salute: un diritto per tutti”

Partire da Palermo per Abancay significa raggiungere Roma (1 ora di
volo), quindi imbarcarsi per Amsterdam (2 ore e ? di volo), volare sino a Lima (un salto di 12 ore sull’oceano Atlantico), raggiungere Cuzco (un’altra ora di volo) e infine in auto sino ad Abancay (quattro ore di strada tra le montagne): il che equivale a più di 16 ore di viaggio (alle quali occorre aggiungere le pause e il tempo trascorso in sala d’attesa).

Stare ad Abancay significa conoscere l’Apurimac, una regione del sud del Perù, nel cuore della Cordigliera delle Ande, di cui Abancay è capoluogo. L’Apurimac è l’unico dipartimento del Perù che non ha accesso diretto né al mare né alla foresta vergine dell’Amazzonia, ed è caratterizzato dalla presenza delle montagne; è una regione geograficamente ed economicamente isolata e costituisce una delle zone meno sviluppate e più povere di tutto il Sud America.

Ad esclusione della città di Abancay, che si trova a 2378 metri sul livello del mare, la grande maggioranza dei centri abitati dell’Apurimac si trova oltre i 3000 metri s.l.m. Nonostante l’altitudine, il clima di Abancay è particolarmente mite
durante tutto l’anno: una corona di montagne circonda la città e la protegge dai venti più freddi.

E’ un centro urbano particolarmente vitale, che esercita una forte attrazione per notevoli flussi migratori e allo stesso tempo è caratterizzata da una rilevante emigrazione; in questi ultimi anni la città sta crescendo velocemente - in modo purtroppo non sempre ordinato - e la periferia sta colmando l’intera vallata.

La vita della gente delle montagne circostanti, delle famiglie dei campesinos, è particolarmente dura: spesso non è agevole l’approvvigionamento dell’acqua e l’energia elettrica raggiunge poche
case; i bambini, soprattutto, pagano le conseguenze più gravi e, tra le varie patologie che si registrano, sono numerosi i casi di denutrizione cronica che determinano un ritardo nella crescita.

La Chiesa di Abancay – la città è sede vescovile – è impegnata attivamente in favore dei più poveri attraverso iniziative pastorali e di evangelizzazione nonché mediante lo sviluppo di progetti concertati con partner d’oltreoceano (soprattutto provenienti dalla Spagna). A questo proposito è particolarmente rilevante l’attività svolta dal Centro Medico Santa Teresa, un poliambulatorio promosso e gestito dalla Diocesi di Abancay con circa trenta unità di personale (tra medici e paramedici).

Obiettivo del centro medico è quello di garantire un minimo di assistenza sanitaria di base per la popolazione, sollevando la struttura ospedaliera pubblica (che comunque è insufficiente per le esigenze della popolazione) da tutte quelle problematiche sanitarie gestibili direttamente in poliambulatorio, e di sviluppare la prevenzione su tutto il territorio della regione.

Maternamente vicina alle necessità dei poveri e degli esclusi è la Caritas di Abancay, attiva nel processo di sviluppo sociale, quotidianamente impegnata per il miglioramento della qualità della vita delle comunità nel rispetto del patrimonio naturale e del
patrimonio culturale andino. La Caritas di Abancay ha posto al centro della sua attività la promozione della giustizia, della solidarietà e della dignità dell’uomo alla luce del Vangelo, sostenendo i più poveri affinché siano protagonisti del proprio sviluppo.

I nostri volontari svolgeranno il loro servizio collaborando con il personale del Centro Medico e con gli operatori di Caritas Abancay, curando in particolare la sensibilizzazione della popolazione sulle tematiche relative alla tutela della salute e promuovendo tra i giovani
le iniziative di volontariato.

I nostri quattro volontari, al termine dell’anno di servizio, ritorneranno a Palermo con un bagaglio arricchito dalle esperienze maturate, dal tempo speso accanto ai poveri, dalla capacità di agire insieme agli altri, da una migliore comprensione delle problematiche
internazionali e delle ragioni dei conflitti. E’ un tesoro che sarà reinvestito a Palermo, perchè aiuti la nostra comunità a crescere in modo responsabile e autenticamente evangelico in questo tempo complesso.


Francesco Campagna, InformaCaritas luglio/agosto 2008
 


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