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PRESENTAZIONE
La nostra Caritas diocesana, nel corso dell'anno pastorale 2002/2003, ha commemorato il 30° anniversario della sua costituzione.

In riferimento a questo significativo evento, è stata riconosciuta l'opportunità dell'aggiornamento del suo Statuto, in modo tale da indicare la sua identità di organismo pastorale", e possano meglio essere conosciuti e riconosciuti i suoi compiti istituzionali all'interno del cammino di pastorale unitaria e organica della nostra Arcidiocesi.

Il nuovo Statuto, opportunamente, evidenzia più chiaramente quello che deve costituire il compito primario e specifico della Caritas diocesana: l'animazione della testimonianza comunitaria della carità in tutta la Chiesa diocesana, a partire dalla vita delle Comunità parrocchiali.

Infatti, l'attenzione ai temi connessi con gli orientamenti pastorali del decennio trascorso (1991/2000) "Evangelizzazione e testimonianza della carità" e del decennio conclusosi da poco (2001/2010) "Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia", ha favorito una più approfondita riflessione all'interno della Chiesa italiana sul ruolo e sul compito della stessa Caritas. Il magistero ecclesiale, volendo valorizzare l'esperienza delle singole Chiese che sono in Italia, ha orientato la Caritas ad assumere sempre più una fisionomia pastorale.

Il rinnovato Statuto della Caritas diocesana intende sancire questo decisivo passaggio da una Caritas prevalentemente gestionale di servizi socio-caritativi ad una Caritas prevalentemente promozionale dell'animazione della carità di tutto il Popolo di Dio, che vive nelle Parrocchie della nostra Arcidiocesi.

Approvo lo Statuto della Caritas diocesana nella forma e nei contenuti che di seguito vengono esposti e secondo la formulazione di tutti i singoli gli articoli che lo compongono.

Auspico che il nuovo Statuto favorisca un lavoro pastorale sempre più proficuo e rispondente ai bisogni della nostr Chiesa particolare, sia per la vita interna della stessa Caritas diocesana come organismo pastorale della nostr Curia metropolitana, sia per favorire un più stretto collegamento con gli altri Uffici e, in particolare, con tutte le singole le Parrocchie dell'Arcidiocesi.

Affido questo auspicio alla benedizione di Cristo buon Pastore e alla materna intercessione di S. Maria Odigitria, Madre dei poveri e dei sofferenti.

Tutti di cuore paternamente benedico.

Palermo, 17 aprile 2003
Giovedì Santo

Vostro aff.mo Arcivescovo
+ Salvatore Card. De Giorgi
COMPITI E FINALITA'
Al di sopra dell'aspetto puramente materiale della vostra attività, deve emergere la sua prevalente funzione pedagogica"
(Paolo VI alla Caritas Italiana, 28.9.1972)

Articolo 1
Natura

La Caritas Diocesana è l'organismo pastorale costituito dalla Chiesa locale al fine di promuovere, anche in collaborazione con altri organismi, la testimonianza della carità della comunità ecclesiale diocesana, in forme consone ai tempi e ai bisogni, in vista dello sviluppo integrale dell'uomo, della giustizia sociale e della pace, con particolare attenzione agli ultimi e con prevalente funzione pedagogica.
La Caritas Diocesana è espressione originale e organo pastorale della Chiesa particolare, perché attraverso di essa viene manifestato il volto della Comunione ecclesiale che trae origine dal Mistero trinitario e che si esprime nel servizio della carità.
La Caritas Diocesana ha un proprio Statuto conforme agli indirizzi dati dalla CEI alla Caritas Italiana.

Articolo 2
Personalità giuridica

La Caritas Diocesana non ha propria personalità giuridica autonoma né civile riconoscimento come ente ecclesiastico. Essa è organismo pastorale della Curia diocesana. Poiché è strettamente congiunta all’Ente Diocesi, riceve da questa il suo ordinamento canonico. Benché non abbia una vera e propria autonomia giuridica e amministrativa, è dotata però di una propria autonomia operativa.
Essa ha sede in Palermo, ha nel Vescovo il suo naturale presidente ed un suo proprio Direttore che opera in stretta collaborazione col Vescovo.

Articolo 3
Compiti

La Caritas Diocesana, motivata da una necessaria teologia della Carità e animata da una profonda spiritualità ispirata alla “Caritas pastoralis”, esercita il suo essenziale ruolo nell’ambito della Diaconia della Carità attraverso i seguenti compiti:
a) approfondire le motivazioni teologiche della Diaconia della Carità anche in collaborazione con la Facoltà Teologica di Sicilia, con la Scuola Teologica di base e con la Scuola dei Ministeri;
b) collaborare con il Vescovo nel favorire una autentica spiritualità della carità, capace di promuovere nella Chiesa particolare l'animazione del senso della carità verso le persone e le comunità in situazioni di difficoltà, e del dovere di tradurlo in interventi concreti con carattere promozionale e, ove possibile, preventivo;
c) promuovere e accompagnare in ogni parrocchia della Diocesi la Caritas Parrocchiale come organismo pastorale con funzione prevalentemente pedagogica, capace di coinvolgere tutta la comunità parrocchiale nella testimonianza della carità, sia al suo interno, sia nel territorio in cui è inserita;
d) promuovere e costruire rapporti di comunione e collaborazione con le Caritas Diocesane all’interno della Delegazione Caritas Regionale, soprattutto per progetti di comune interesse;
e) coordinare le iniziative e le opere caritative e assistenziali di ispirazione cristiana collegate con la Chiesa Particolare;
f) organizzare in collaborazione con la Caritas Italiana e coordinare a livello diocesano interventi di emergenza in caso di pubbliche calamità, che si verifichino sia in Italia che all'estero; indire, organizzare e coordinare a livello diocesano interventi di emergenza locali;
g) in collaborazione con altri organismi di ispirazione cristiana:
- realizzare studi e ricerche sui bisogni per aiutare a scoprirne le cause, per preparare piani di intervento sia curativo che preventivo, nel quadro della programmazione pastorale unitaria, e per stimolare l'azione delle istituzioni civili ed una adeguata legislazione;
- promuovere il volontariato e favorire la formazione degli operatori pastorali della carità e del personale di ispirazione cristiana sia professionale che volontario impegnato nei servizi sociali, sia pubblici che privati, e nelle attività di promozione umana;
- contribuire allo sviluppo umano e sociale dei paesi del Terzo Mondo con la sensibilizzazione dell'opinione pubblica, con prestazione di servizi, con aiuti economici, anche coordinando le iniziative dei vari gruppi e movimenti di ispirazione cristiana.
h) curare rapporti di intesa e collaborazione anche con altri organismi di ispirazione ‘laica’, nel rispetto delle reciproche finalità e per il raggiungimento del bene comune.
Articolo 4
Pastorale Diocesana

La Caritas Diocesana è inserita nella Pastorale Regale e agisce in stretta collaborazione in modo speciale con i Centri diocesani della Pastorale dei Disabili, degli Immigrati, delle Carceri, come anche degli Centri Pastorali della stessa Area Regale.
La Caritas Diocesana agisce ancora in unione con la Pastorale Profetica e la Pastorale Sacerdotale per costruire una Pastorale Diocesana Organica e Unitaria. Pertanto l’Ufficio della Caritas opera in osmosi pastorale con gli altri Uffici in modo particolare con l’Ufficio Catechistico e l’Ufficio Liturgico.
La Caritas Diocesana collabora, a livello diocesano, in modo particolare, con gli stessi Uffici che, a livello nazionale, sono interessati a portare avanti specifici Progetti Pastorali nei quali la CEI impegna la Caritas Italiana e altri Uffici pastorali nazionali.

Articolo 5
Organi

Gli organi della Caritas Diocesana sono:
- il Direttore;
- il Vice Direttore;
- il Segretario;
- il Tesoriere;
- la Giunta Direttiva;
- il Consiglio Direttivo.

Articolo 6
Direttore

Il Direttore viene nominato dal Vescovo e dirige l’attività ordinaria della Caritas a norma dello Statuto.
Egli:
a) rappresenta la Caritas Diocesana sia negli Organismi Pastorali ecclesiali sia presso le Istituzioni Civili;
b) promuove e coordina con spirito collegiale tutta l’attività pastorale della Caritas in operativa collaborazione con la Giunta Direttiva;
c) convoca e presiede le riunioni del Consiglio Direttivo;
d) con delega dell’Economo Diocesano, ha potere di firma sui Conti Correnti bancari e postali intestati ad “Arcidiocesi di Palermo-Caritas Diocesana”.

Articolo 7
Vice Direttore

Il Direttore è coadiuvato da uno o più Vice Direttori, nominati dal Vescovo.
Il Vice Direttore:
a) collabora con il Direttore nella esecuzione delle attività e in particolare nel coordinamento di particolari uffici, secondo il mandato a lui conferito;
b) sostituisce il Direttore in caso di assenza;

Articolo 8
Segretario

Il Segretario, su proposta del Direttore, è nominato dal Vescovo.
Il Segretario:
a) su mandato del Direttore, convoca la Giunta e il Direttivo della Caritas Diocesana, redige i verbali, aggiorna e conserva i registri dei verbali delle sedute, redige e aggiorna gli inventari dei beni della Caritas;
b) favorisce i collegamenti con la Caritas Italiana, con la Delegazione Regionale e con gli Uffici Diocesani;
c) coordina i diversi impegni della Caritas secondo la Programmazione Annuale, anche in rapporto agli altri Settori di servizio della Caritas stessa.
d) d’intesa col Direttore, può avvalersi della collaborazione di uno gruppo di segreteria, affidando particolari mansioni ai singoli componenti.
e) può espletare la funzione di Tesoriere, se esplicitamente indicato dalla nomina del Vescovo.

Articolo 9
Tesoriere

Il Tesoriere, su proposta della Giunta Direttiva, è nominato dal Vescovo.
Il Tesoriere:
a) amministra il patrimonio e i fondi della Caritas Diocesana, e i contributi ad essa comunque provenienti, secondo le direttive dell’Economo Diocesano e della Caritas Italiana;
b) redige su mandato della Giunta Direttiva, i bilanci annuali preventivo e consuntivo;
c) cura la tenuta dei libri contabili.
d) può avere potere di firma, congiuntamente a quella del Direttore, sui Conti Correnti bancari e postali intestati ad “Arcidiocesi di Palermo-Caritas Diocesana”, secondo le autorizzazioni dell’Economo Diocesano.

Articolo 10
Giunta Direttiva
Il Direttore è coadiuvato da uno o più Vice Direttori, da un Segretario, da un Tesoriere e da un Delegato dei Responsabili degli ambiti pastorali della Caritas, proposto dal Consiglio Direttivo e approvato dal Vescovo. Essi costituiscono la Giunta Direttiva della Caritas Diocesana.
La Giunta Direttiva:
a) ha il compito di esprimere la gestione collegiale della Caritas e di redigere la programmazione pastorale unitaria e i bilanci annuali.
b) si riunisce almeno una volta al mese.

Articolo 11
Consiglio Direttivo

a) Il Consiglio Direttivo è composto da:
- Giunta Direttiva;
- Responsabili dei diversi ambiti della Caritas Diocesana;
b) Nel Consiglio Direttivo possono essere chiamati a parteciparvi anche Rappresentanti di altri organismi pastorali ed ecclesiali. L'assenza ingiustificata dalle riunioni per due volte di seguito determina automaticamente la decadenza da Consigliere.
c) Nel Consiglio Direttivo possono essere invitati non in modo stabile esperti che hanno competenze specifiche.
c) Il Consiglio Direttivo si riunisce almeno tre volte l'anno.
f) Per la validità delle riunioni del Consiglio è necessaria la presenza dei due terzi dei membri. Gli assenti giustificati sono computati tra i presenti.
g) Il Segretario della Giunta è il Segretario della Caritas.
Articolo 12
Compiti del Consiglio Direttivo

Il Consiglio Direttivo ha i seguenti compiti:
a) approvare il Programma annuale di attività e verificarne l’attuazione;
b) approvare i bilanci;
c) esaminare e approvare proposte di indirizzo sulla Diaconia della carità;
d) verificare la validità pastorale delle opere già collegate o che intendono collegarsi con la Caritas Diocesana.
Il tutto viene sottoposto alla superiore approvazione del Vescovo.

Articolo 13
Consulta delle Opere Caritative e Assistenziali

La Caritas Diocesana ha il compito – a lei specificamente affidato dal Vescovo – di coordinare le iniziative di volontariato e le Opere caritative e assistenziali di ispirazione cristiana della Diocesi.
A tale scopo promuove la Consulta Diocesana delle Opere Caritative e Assistenziali costituita dai Rappresentanti di tutti gli Organismi di Volontariato di ispirazione cristiana e delle Istituzioni Caritative e Assistenziali della Diocesi.
La Consulta ha lo scopo, non solo di realizzare il coordinamento delle iniziative delle Opere, ma anche di facilitare la formazione e l’aggiornamento del loro personale e di collaborare con le Istituzioni.
La Consulta viene convocata almeno due volte all’anno.

Articolo 14
Gestione delle Opere-Segno

La Caritas Diocesana, poiché non ha propria personalità giuridica, non gestisce direttamente Opere-Segno che richiedono strutture che possono necessitare di convenzioni legali e amministrative con Istituzioni pubbliche.
La Caritas Diocesana invece promuove Opere-Segno che affida ad altri Enti provvisti di necessaria personalità giuridica e ne garantisce la realizzazione secondo i fini che le sono propri.
La Caritas Diocesana, infatti, allo stesso modo dell’Ente Diocesi, non assume la gestione diretta di quelle attività caritative, che, ai fini fiscali, sono considerate attività commerciali. Queste vengono convenientemente affidate all’attenzione pastorale della Caritas diocesana, la quale però, a sua volta, provvederà ad affidarle alla gestione amministrativa legale e fiscale di altri enti con finalità specifiche (istituti religiosi, confraternite, fondazioni di religione, IPAB, cooperative, associazioni di fatto,…).
La Caritas Diocesana vigila su queste Opere attraverso un suo Rappresentante e dà ad esse il suo sostegno affinché siano significative ed esemplari.

Articolo 15
Programma e bilancio

a) La Caritas Diocesana, a richiesta del Vescovo, presenta al Consiglio Pastorale Diocesano Relazione di verifica sull’attività svolta e Relazione di Programmazione sulle attività da svolgere.
b) La Caritas Diocesana presenta ogni anno al Consiglio Diocesano per gli affari Economici il bilancio consuntivo e preventivo, che sarà reso pubblico nelle forme più opportune.
c) Il bilancio della Caritas Diocesana, anche se ha una sua cassa distinta da quella Diocesana, è parte integrante dell’unico bilancio della Diocesi.
d) La Caritas Diocesana, per quanto si riferisce alle raccolte per interventi in caso di calamità nazionali o internazionali, opera in collaborazione con la Caritas Italiana secondo le indicazioni da essa emanate.

Articolo 16
Mezzi economici

La Caritas Diocesana trae i mezzi economici per il raggiungimento dei fini statutari:
a) dalla destinazione della quota della CEI dell’8 per mille per la carità, secondo la ripartizione effettuata dal Vescovo;
b) dalle offerte raccolte nelle forme che risulteranno più opportune;
c) dalle raccolte straordinarie;
d) da eventuali donazioni e oblazioni di Enti e Persone.

Articolo 17
Destinazione delle offerte

In conformità al can. 1267, § 3 del codice di diritto canonico le offerte ricevute per un determinato fine non possono essere impiegate che per quel fine.
La Caritas, tuttavia, costituisce un limitato fondo di riserva, con le offerte ad essa affidate, per interventi in casi di particolare emergenza.

Articolo 18
Rapporti con la Caritas Italiana e con la Delegazione Regionale

La Caritas Diocesana, subordinatamente agli indirizzi e ai programmi pastorali della Diocesi, opera in armonia con gli indirizzi generali della Caritas Italiana e in spirito di collaborazione con le altre Caritas Diocesane.
Il Direttore della Caritas Diocesana e i referenti diocesani dei Settori pastorali partecipano alle riunioni indette dal Delegato Regionale e collaborano con le Caritas Diocesane della Regione per la realizzazione delle delibere della Conferenza Episcopale Siciliana, con particolare attenzione ai problemi del territorio.

Articolo 19
Rapporti con le Istituzioni Civili del Territorio

La Caritas Diocesana mantiene rapporti con tutte le strutture Civili, in particolare con quelle preposte ad attività socio-assistenziali, in atteggiamento di collaborazione e di servizio, allo scopo di rappresentare ad esse, in modo anche pressante, i bisogni e i diritti dei più deboli.

Articolo 20
Durata delle cariche

Tutte le cariche hanno durata di un quinquennio e possono essere rinnovate per il secondo quinquennio consecutivo.

Articolo 21
Devoluzione del patrimonio

In caso di estinzione della Caritas Diocesana il suo patrimonio è devoluto alla Diocesi, che lo destinerà a fini caritativi.

Articolo 22
Norme di rinvio

Per quanto non è contemplato nel presente Statuto, si fa rinvio alle norme dell’ordinamento canonico e alle disposizioni vigenti in materia di enti ecclesiastici.
APPENDICE

BOZZA DI STATUTO DELLA CARITAS PARROCCHIALE
(dal Documento di Caritas Italiana "Da questo vi riconosceranno..." La Caritas parrocchiale, pagg. 42-43).

ARTICOLO 1
La Caritas parrocchiale è l'organismo pastorale che ha il compito di animare, coordinare e promuovere la testimonianza della carità nella comunità con funzione prevalentemente pedagogica.

ARTICOLO 2
Le finalità della Caritas parrocchiale sono:
- sensibilizzare la comunità parrocchiale alla testimonianza della carità e all'impegno per la giustizia e la pace, in fedeltà al precetto evangelico della carità e in risposta ai problemi del territorio e del mondo;

- conoscere le forme di povertà e di bisogno presenti sul territorio nonché delle cause e circostanze che le originano, e favorire la presa di coscienza della comunità parrocchiale;

- svolgere opera di informazione e sensibilizzazione intorno ai problemi e le povertà su scala mondiale;

- studiare e proporre forme di coinvolgimento e risposta di fronte ai bisogni e alle povertà del territorio e svolgere un contemporaneo compito di informazione e chiamata in causa delle istituzioni e della società civile;

- promuovere e favorire l'impegno di volontariato e assicurare ai volontari adeguata formazione spirituale e operativa;

- favorire la diffusione di stili di vita improntati all'accoglienza, all'ospitalità, al dono di sé;

- collegare e coordinare gruppi, associazioni e iniziative ecclesiali nel campo della carità perché siano percepite come espressioni dell'unica Chiesa;

- collaborare nel rispetto della propria e altrui identità, con altre iniziative e proposte di promozione umana.

ARTICOLO 3
La Caritas parrocchiale agisce all'interno del Consiglio pastorale (di cui fanno parte n... componenti della Caritas stessa) e programma il suo lavoro pastorale in collaborazione con i catechisti, gli animatori della liturgia e gli altri incaricati dei vari ambiti della vita parrocchiale (cooperazione missionaria, giovani, pastorale familiare, ecc.).

ARTICOLO 4
La Caritas parrocchiale, espressione ufficiale della pastorale della carità della parrocchia, si dà una struttura rispondente alla configurazione umana e territoriale della comunità e al fine di animare ogni espressione e articolazione della vita parrocchiale.

ARTICOLO 5
Il presidente della Caritas parrocchiale è il parroco. Eventuali incarichi a singole persone (segretario, tesoriere, responsabili di settore...) sono conferiti a tempo determinato (possibilmente per la durata in carica di pari a quella del Consiglio pastorale).
La Caritas parrocchiale si riunisce con frequenza (settimanale, quindicinale,...); tiene costanti rapporti con la Caritas diocesana e partecipa agli incontri di formazione di programmazione da essa proposti.
Un componente (o alcuni...) della Caritas parrocchiale partecipa al coordinamento Caritas zonale (vicariale).

ARTICOLO 6
La Caritas parrocchiale può gestire un fondo di solidarietà, destinato ai bisogni più urgenti, che fa parte integrante del bilancio della parrocchia; tale fondo è alimentato mediante forme di coinvolgimento comunitario, di concerto con il Consiglio parrocchiale per gli affari economici (modalità possibili: quote del bilancio parrocchiale, e/o colletta annuale a cià finalizzata).
La parrocchia, analogamente alle esigenze della catechesi e delle altre attività pastorali, mette a disposizione della Caritas parrocchiale gli ambienti e gli strumenti necessari.
 

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