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Veglia internazionale di preghiera in ricordo delle vittime della tratta PDF Stampa E-mail

 

 

Mercoledì 8 Febbraio 2017 ore 21.00

Presso la Cattedrale

 

 

 

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Momento di Preghiera in Cattedrale a Palermo

 

 


Una veglia di preghiera per ricordare le vittime della tratta  e dire no a questa forma di schiavitù. Sarà un momento liturgico e di riflessione che unirà associazioni, movimenti religiosi, parrocchie e diocesi di tutto il mondo. L’evento, che si svolgerà anche a Palermo, è organizzato in Sicilia dall’Usmi (Unione superiore Maggiori d’Italia), in occasione della Festa di Santa Giuseppina Bakhita, schiava sudanese, liberata e divenuta poi religiosa Canossiana, canonizzata nel 2000, che ricade il 8 febbraio di ogni anno.


A Palermo la veglia si terrà Mercoledì 8 Febbraio alle 21.00 in Cattedrale.


Si tratta della Giornata internazionale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone , voluta dal Pontificio Consiglio per la Pastorale dei Migranti e Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace.

Una particolare attenzione, quest'anno sarà rivolta ai bambini e ai ragazzi che continuano a subire, in tutto il mondo, una forma di violenza così inaudita sia quando assume il volto terribile dello sfruttamento sessuale, sia quando è finalizzata allo sfruttamento lavorativo , così come quando trova un triste epilogo nell'espianto e quindi nel  traffico di organi.


Siamo tutti invitati dunque a partecipare, per invocare la grazia di intercettare e percorrere vie  di giustizia, soluzioni che possano contrastare tutto ciò. Insieme chiediamo che venga interpellata la responsabilità personale, quella  dei governi  e di chiunque nel proprio  piccolo possa tutelare i diritti e la dignità di chi è più vulnerabile. Pregheremo anche per chi anestetizza la propria coscienza mentre con maggiore o minore consapevolezza si rende complice di tratta.

“E’ da anni che cerchiamo in tutti i modi di affrontare il tema della tratta  - afferma suor Valeria Gandini, suora comboniana e referente dell’unità di strada antitratta e del centro d’ascolto delle donne della Caritas diocesana di Palermo  - anche con la difficoltà che la nostra voce spesso è rimasta inascoltata. Adesso Papa Francesco ci ha aperto la porta nei confronti di un tema così difficile e delicato  dandoci tutto il suo importante supporto. La veglia  internazionale può considerasi un momento unico che deve coinvolgerci tutti per fare sempre meglio e di più”.

Suor Valeria è consapevole che ci sia però sul campo ancora un grande lavoro da fare.


“Noi continuiamo ad uscire la sera per dare conforto e pregare insieme a queste ragazze – afferma -. I risultati nel tempo anche se con molta fatica si vedono. In questo momento, per esempio, abbiamo una giovane che sta facendo un cammino di reinserimento sociale molto bello che ci riempie di soddisfazione. Allo stesso tempo c’è, però, ancora troppa paura nelle ragazze: la paura di uscire fuori non riuscendo ad avere il sostegno istituzionale adeguato che le permetta realmente di cambiare vita. Un forte appello lo facciamo in questo caso proprio alle istituzioni affinché si investa adeguatamente per aiutare veramente queste ragazze in maniera più snella e più diretta”.


“Bisogna lavorare ancora di più sulla conoscenza e la formazione dei giovani a partire dalle scuole. Noi ci auguriamo che la formazione di questo tipo possa entrare nella programmazione degli istituti scolastici in modo da potere prendere consapevolezza di un fenomeno così devastante come la tratta. L’intento è quello di prevenire che i giovani possano diventare sfruttatori e clienti. Anche gli adulti vanno opportunamente sensibilizzati per capire che non si può diventare clienti di queste ragazze”.


La suora comboniana lancia un appello anche ai giornalisti nel difficile compito propositivo e informativo che hanno nei confronti della società.


“Anche i giornalisti lontano da qualsiasi generalizzazione o banalizzazione del tema – sottolinea - devono formarsi sempre di più per approfondire questa grossa piaga sociale. Capisco che non è facile, ma occorre fare veicolare messaggi importanti sia nei confronti della sofferenza di queste giovani schiave di un mercato senza scrupoli sia nei confronti di tutto il sistema gestito dalla criminalità organizzata che è da abbattere”.


Ci rivolgiamo  soprattutto a voi, parroci e operatori tutti, affinché  divulghiate il più possibile, nel vostro  territorio, questa iniziativa. A tale riguardo   alleghiamo la locandina dell'evento confidando che ogni realtà si avvalga anche di ogni altro strumento che possa essere idoneo a  sensibilizzare a questo tema.

Un saluto fraterno,

Caritas Diocesana di Palermo.

 


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